Rosanna Romano

Comincio da qui,

Avevo 14 anni 1965, cominciai il percorso lavorativo, finì nel 2016, strada che mi ha riempito di soddisfazioni e pregi, ancor oggi mi emoziona ripensarci.

Poi ho fatto un breve stacco di qualche anno dove ho cercato di ricostruire alcuni miei pezzi che la vita mi ha tolto, ”lutti importanti" con altre prove sul cammino, a volte più complicate.

Per questi motivi mi dovevo allontanare dalla mia città, dai miei figli, non riuscivo ad elaborare i dolori, così tanti e tutti assieme, mi sentivo mancare il respiro, mi sentivo in una gabbia senza fuga. Stranamente avevo bisogno di allontanarmi da tutti, ma conobbi Pino che mi fece ridere, mi portò alla mia prima partita di calcio della mia vita. Mi affidai a lui per ricominciare a vivere.

Un giorno del 2008 ho iniziato il percorso artistico che è stato da sempre con me e che non ho potuto coltivare perché la mia famiglia aveva altre esigenze e forse non veniva neanche compresa la mia passione, mentre Pino mi spronò a prendere tele e pennelli e così cominciai.

Le prime tele furono girasoli, abitavo in Sicilia dove i fiori facevano da cornice in ogni angolo, ho avuto una cara amica che adorava il mio stile anche se a quel tempo ero acerba, lei vedeva in me un artista in ogni cosa facessi. Ho nei miei cassetti ancora i suoi scritti, mi insegnava le mescole essendo lei artista ed io non capace. Poco prima del Natale 2009 aspettavo di vederla ma partì per andare a casa dai suoi figli, così mi disse… Il 23 mi misi in viaggio per tornare a Brescia e le telefonai, e piangeva. Dopo 10 giorni è salita con gli Angeli.

L'ho aspettata tanto che ritornasse ed ero così arrabbiata, era rimasto in sospeso quel dovere vederci, ho visto solo la sua lapide, di lei ricordo tutto, la bontà per tutti che lei aveva.

Ho continuato sempre più a dipingere dedicandole molti pensieri e anche quel rimpianto.

Poi altri nuovi dolori, la malattia mia, l’Alzheimer di mia mamma e un forte desiderio di tornare nella mia terra, così lasciai il mio compagno di vita per sette anni e partii il 23/4/2010, e tornai a casa.

Pino sarà sempre importante, ma è giusta la scelta fatta.

Da qui la pittura fu la mia luce, il mio rifugio dal dolore, il luogo dove ricominciare un'altra volta a ricostruirmi. Forse avrei dovuto affrontare prima l'elaborazione del lutto.

Sono entrata molto nel mio profondo, dipingendo volevo vedere solo i lati belli in ogni tela, ricominciai ciò che avevo interrotto da bambina.

Da bambina dipingevo volti e figure belle, per me era come scrivere il mio sentire, e da li non mi fermai più.

L'arte, il pensiero le espressioni che vedo e sento o gli umori dell'anima muovono le mie mani ora libere e sicure, e in questa mia dimensione ritrovo Rosanna, sono a casa, dove nessuno ormai può più farmi del male, e dove a nessuno permetto di entrare.

Finito il dialogo con la mia tela sono poi pronta a mostrarla, ma l'emozione mi blocca e difficilmente riesco a spiegare a voce questo percorso fatto intimamente, con lei, nel mio essere.

In Arte amo sperimentare e sentire con i sensi la materia che uso, molte volte tocco i colori cercando di riconoscerli, mi danno sensazioni, cerco di catturarle e tenerle con me. Sento che mi appartengono.

Mi sono scavata molto nell'anima per darmi risposte: il dipingere è il riscatto per ogni torto subito che non volevo o per ogni parola rivoltami in cui mi ribellavo,”taci tu non capisci niente"!

Una figura amata dal mio primo respiro, che prendevo per esempio, solo ora dopo sessant'anni ho elaborato quella ferita e ho capito che tutta la vita ho cercato la perfezione per sentirmi dire "brava, sei intelligente, hai capacità", ma so che da chi la vorrei sentire almeno una volta, non accadrà mai.

Mi sono detta: "basta, ama, e prendi i ricordi che tu vuoi Rosanna."

Sono i miei, e voglio questi da ricordare.

Ora sono serena, so che non permetto più a nessuno di varcare i miei spazi dove mi sento a casa, dopo un lunghissimo viaggio, laborioso e sofferto, ma la vita mi ha dato un grande dono da cui sento lenire ogni ingiustizia, ho donato la mia stessa passione o luogo a mio figlio, so che lui è sereno, puro, dolce e con un anima bella.

Vi è ancora molto in arte che desidero trasmettere e darne conoscenza al mondo, ero questo piccolo essere che non capiva niente, prima distruggevo nel mio io il mio passaggio. ”Non volevo che nessuno avesse memoria di me”.

Ora voglio lasciare traccia di questa RoRo, penso che il futuro del mondo abbia bisogno di ogni memoria per diventare migliore.

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