• Iana Tishina

Sulla Pace

In questo tempi non facili le persone sentono una colossale pressione da parte della società, che le obbliga a fare una scelta. Ed in tanti scelgono prendendo parte di una delle due parti del conflitto. Ho capito, per me stessa, che io non sono obbligata a farlo. La mia esperienza mi ha insegnato questo. È capitato che da ormai 10 anni sono stata tra i due fuochi.

Per ucraini sono diventata quella che è scappata in Russia, e per la maggioranza della società russa io ero l'ennesima arrivata.

Prima questo mi opprimeva, ed io volevo dimostrare a tutti che sono ugualmente ucraina, che ama la propria terra, ugualmente cittadina russa con la mia cittadinanza, avente il pieno diritto di vivere.

Adesso capisco che non ho perso la mia casa, quando sono andata via dall'Ucraina. Ho acquisito la libertà. Ho diritto di essere dove io voglio vivere, amare le persone, agire. E non mi serve l'approvazione di nessuno.

Io amo la Russia che mi ha donato la mia vita di oggi ed il suo popolo fatto di tante nazionalità.

Io amo l'Ucraina, che mi ha cresciuto con il respiro delle steppe. Io amo l'Italia, dove non sono mai stata nella mia vita, ma proprio l'Italia mi ha regalato le persone che hanno fatto ardere nel mio cuore la fiducia.

Io amo tutto il mondo, ogni suo angolino che dona all'umanità dei miracoli, degli esponenti della storia e dell'epoca attuale.

Ogni giorno noi perdiamo amici nella battaglia delle convinzioni, perdiamo la fiducia nella razionalità quando le persone che noi rispettiamo ci fanno vedere la loro autentica identità diversa da quella in cui abbiamo creduto. Puntando sulle nostre convinzioni perdiamo le nostre famiglie, la terra sotto i piedi.

Noi sfogliamo le notizie che ci feriscono, dove cerchiamo di trovare la verità, ma lì non la troveremo di certo. I conflitti militari ci dimostrano soltanto che gli ideali che noi avevamo elogiato si sono rivelati come falsi. Questo è già successo e sta succedendo adesso. Questo tocca tutti quanti e tutti noi siamo colpevoli.

Non imparando a vivere assieme in armonia le persone hanno fallito questa missione. Pensate che ciò non dipenda da Voi stessi? Siamo abituati ad incolpare di tutti i mali che ci accadono i governi, gli Stati, altri mondi.

Pensate un attimo come sarebbe potuto essere, se ogni persona nel mondo avrebbe preso le proprie responsabilità per i propri pensieri ed azioni?

Sin da piccola mi ricordo la frase di Janusz Korczak che mi diceva spesso mia madre: "Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te". Questa frase appartiene alla regola d'oro morale, alla base dei principi etici mondiali, alle fondamenta delle religioni e della filosofia antica. Quando parlo di questo, incontro spesso scetticismo di coloro che dicono che il mondo sia cattivo e che noi dobbiamo giocare alle sue regole. Ma basta rovesciare la situazione, che cambia subito tutto. Sareste capaci di vivere tranquilli, se ai vostri cari infliggessero sofferenze? Non penso. Perché se si tratta della nostra vita siamo tutti propensi a combattere per la giustizia.

Noi creiamo il mondo nel quale viviamo. Il conflitto tra la Russia ed l'Ucraina non è nato ieri, ma è nato nella mente delle persone come siamo noi, che tramandavano l'odio da generazione a generazione, fino al momento che questa piaga ha iniziato a sanguinare sul corpo dell'umanità. Ora non è il momento di puntare il dito l'uno contro l'altro. Resta solo comprendere ed accettare l'accaduto come dato di fatto e fare tutto il possibile per fermare questa follia, usando la forza creatrice, e non quella distruttrice.

Ogni persona, indipendentemente dall'età, sesso, etnia, religione, nazionalità ed altre caratteristiche ha il diritto di vivere in pace.

Noi viviamo gli uni accanto agli altri. Noi dobbiamo rispettare la ricchezza culturale degli altri popoli e delle altre nazionalità, allo stesso modo che riconosciamo la nostra.

Viaggiando nel mondo noi ammiriamo la storia, l'imponente architettura delle antiche città, le tradizioni curiose dei popoli, le espressioni melodiche delle altre lingue, perché il nostro mondo è sorprendente ed è stupendo.

Ma se noi non riusciremo a mediare sulla pacifica convivenza, allora l'intera eredità dell'umanità di cui siamo fieri sarà cancellata dalla faccia della terra.

So bene che le mie parole non cambieranno l'opinione della maggioranza, ma se si troverà almeno una persona che penserà allo stesso modo- io parlerò di questo.

Il mondo non cambierà grazie alle riforme dell'istruzione, della sanità, delle relazioni internazionali ed altro. Questo succede tutti i giorni, ma realmente non cambia nulla. Il mondo cambierà quando cambierà la consapevolezza dei suoi abitanti.

Sono stata incoraggiata a pubblicare questo articolo ispirata dal ricordo delle parole di Vissarion Grigor'evič Belinskij il quale scriveva che "alle fondamenta dell'arte devono stare non le domande del giorno, ma le domande dei secoli, non interessi dei paesi, ma interessi del mondo, non il destino del partito, ma il destino dell'umanità."


Iana Tishina, pittrice.