• Marina Battaglioli

L'Arte della nascita al Macedonio Melloni

Unire nell'Arte ha il grande piacere di intervistare la Dott.ssa Marina Battaglioli, neonatologa presso l'Ospedale Macedonio Melloni, per rispondere ad alcune domande che abbiamo ricevuto dai nostri lettori.


Quanto ha influito la pandemia Covid-19 sull'andamento delle nascite nel Vostro ospedale? I Vostri dati corrispondono all'andamento generale?

Le nascite in Italia nel 2021 sono scese sotto la soglia dei 400 mila, con un calo dell'1.3% rispetto al 2020. Se confrontate con il 2008, il calo è di oltre il 30%.

Il numero medio di figli per donna è 1,24. L'Ospedale Macedonio Melloni è in linea con il trend in discesa, come tutti gli ospedali italiani.


Attualmente qual è l'età media dei genitori?

L'età media delle madri al parto è in costante aumento, quasi 32 anni, mentre quella dei padri è circa 35 anni e mezzo.


Come stanno contribuendo le diverse etnie e culture nelle nascite nel nostro paese?

Le coppie con almeno un genitore straniero sono un poco più fertili, ma anche il loro contributo alla natalità sta diminuendo, probabilmente per l'aumento dell'età anche in questo gruppo di popolazione. Sono circa il 20% dei nati. Anche i nati da genitori entrambi stranieri sono in costante diminuzione, dal 2020 sono scesi sotto ai 60 mila all'anno.


A Vostro avviso, l'atteggiamento sereno e positivo della mamma ha la sua importanza per il miglior andamento del parto? Quali consigli potete date alle mamme che stanno per partorire?

La paura del parto è molto comune tra le future mamme, per svariati motivi. Dalle apprensioni per la salute del nascituro alla paura del dolore. Tranquillizzare la mamma, la coppia, abbassare l'ansia, non può che fare bene. Infatti da molti anni le sale parto cercano di essere sempre più accoglienti e confortevoli, i corsi pre parto sono volti a preparare all'evento, a cercare di ascoltare il corpo. Più le future mamme acquisiscono consapevolezza più si riduce l'ansia. Anche scegliere "in coppia" dove partorire è importante, se possibile, è la prima scelta educativa della coppia, se condivisa da una maggiore sicurezza.

In generale informarsi sull'ospedale prima di scegliere: se il partner o una persona affettivamente importante può assistere, se si pratica o meno l'analgesia del parto, se il neonato può stare sempre con la madre, quanti parti all'anno, sono informazioni che hanno un peso nella scelta.


Quali pregi può avere un ospedale relativamente "piccolo" come il Vostro ospedale storico Macedonio Melloni al confronto con le strutture ospedaliere più ampie per il parto delle future mamme?

Le garanzie di sicurezza, quali la presenza di un reparto di patologia neonatale o di terapia intensiva, sono una prima condizione. Ma anche l'attenzione al processo fisiologico del parto, la possibilità di sentirsi una persona con bisogni unici, personale meno sovraccarico di lavoro e con più tempo da dedicare alla singola mamma, possono orientare verso un posto sicuro ma con numeri non troppo elevati.


Cosa Vi piace di più del Vostro lavoro? Ci sono le cose che Vi danno particolare emozione?

Credo che ogni medico abbia motivazioni molto personali e che a ognuno piacciano aspetti diversi del nostro lavoro, che è comunque sempre ricco di emozioni, di soddisfazioni, è una sfida e una crescita continua. Personalmente trovo sempre molto emozionante il momento della nascita, la sala parto è il momento più intenso, che sia un neonato a termine o un prematuro, anche dopo tanti anni di lavoro.


Quali consigli potete dare alle coppie in cerca dei figli, che desiderano diventare genitori, ma che hanno timore di non essere all'altezza o di trovarsi in difficoltà? Quali sono i pro ed i contro a Vostro avviso del rimandare il concepimento?

La scelta di avere un figlio ha motivazioni profonde, difficile dire quando è il "momento giusto". Decidere di diventare genitori ha con se' anche un po' di incoscienza e tante incognite. Per qualcuno può non arrivare mai, per qualcuno invece la gravidanza arriva di sorpresa. Sempre più coppie decidono di rimandare il concepimento, attendendo una stabilità economica o un consolidamento di una posizione sul lavoro, oppure il partner "giusto" arriva più avanti. L'età più matura si accompagna a una maggior consapevolezza, ma i rischi di ridotta fertilità aumentano all'aumentare dell'età, in particolare quella materna.


Quanto è importante tenere in braccio il neonato, specialmente nei momenti in cui richiede più attenzioni, anche attraverso il pianto?

Il contatto fisico è un'esigenza vitale nel neonato, il senso del tatto è particolarmente sviluppato. Ha bisogno di essere toccato, accarezzato, contenuto, ancor di più quando piange. Il pianto del neonato è un modo per richiamare l'attenzione, per comunicare che ha un bisogno, a volte anche solo sapere che non è solo.

Prendere in braccio un neonato che piange è un gesto istintivo, mai sbagliato, comunicargli che, qualsiasi cosa abbia, comunque non lo stiamo lasciando solo, è un messaggio positivo. Poi si cercherà di capire qual è la richiesta.


Quali altri gesti da parte dei genitori e degli altri familiari possono rafforzare il legame con il neonato e rassicurarlo?

Parlare col neonato, accompagnare i gesti di accudimento con parole o un canto, una ninna nanna, sentire voci familiari, lo rassicura.

È importante che gli altri componenti della famiglia sostengano la madre, rassicurando anche lei, aiutandola se occorre, comprendendo che è una fase delicata e che la neomamma ha già per conto suo tanti dubbi e tante paure. Meglio evitare frasi o comportamenti che potrebbero farla sentire inadeguata o in colpa.


La professione di ostetrica e di pediatra neonatale che collaborano con la donna e col bambino è solo un mestiere od una missione?

È un mestiere, una professione, un'arte, comunque qualcosa per cui occorre una grande passione. È un lavoro di cui si è innamorati.


Quanto è importante per una gestante avere un rapporto costante con l'ostetrica e successivamente con la pediatra neonatale?

Ostetrica, ginecologo, pediatra, sono figure che si inseriscono in un percorso quasi sempre fisiologico, che hanno anche un grande ruolo nella prevenzione. La fiducia e la collaborazione sono fondamentali. Una donna, una madre, devono sentirsi ascoltate, i consigli che diamo devono essere accolti con fiducia, non subiti.


Se una ostetrica percepisse che la donna partoriente sia maltrattata dal padre del nascituro può essere indifferente o è suo dovere intervenire a tutela della donna e del bambino? Cosa deve fare in questo caso?

Le ostetriche sono in prima linea nell'affrontare le situazioni di violenza di genere. Spesso sono le prime a raccogliere le confidenze di una donna che le ha subite, o le prime a comprendere. Il dovere di chiunque si trovi a intercettare una situazione di violenze o maltrattamenti è aiutare la donna e illustrarle il percorso da intraprendere per trovare sostegno e sicurezza.


Cosa accomuna ed unisce le mamme ed i bambini di diverse nazionalità nei primi giorni della nascita, e quali sono invece le particolarità che evidenziate, nell'approccio e nei diversi usi e costumi?

Le differenze nei diversi modi di accudire un neonato sono tante quante sono le culture. Nessuna è più giusta di un'altra. In comune hanno tutte la volontà di creare intorno alla mamma e al neonato un ambiente tranquillo e confortevole, con modalità differenti, così come in ogni cultura esistono preghiere, gesti, oggetti, colori simbolici per accogliere il neonato e augurargli fortuna e salute.

Le più grandi differenze sono tra le culture a più alto contatto fisico, che prediligono l'attaccamento del neonato al corpo della madre, e quelle a più basso contatto, che danno importanza da subito anche ad altre vie di comunicazione, verbale o visiva. Queste differenze si estendono anche alla gestione del pianto e del sonno del neonato.

L'incontro tra culture diverse aiuta a integrare le proprie tradizioni con altri modelli di accudimento, migliorandosi reciprocamente.


Quale messaggio desiderate dare ai futuri genitori?

Ascoltatevi e ascoltate i vostri figli, prendete del tempo per scoprirvi a vicenda, saranno loro a dirvi cosa fare per farli felici.

Nessun genitore è perfetto, nessun bambino è perfetto.


Ringraziamo la Dottoressa Marina Battaglioli, neonatologa presso lo storico ospedale milanese Macedonio Melloni per aver condiviso la Sua arte e saggezza con i lettori di Unire nell'Arte.