• Anna Angela Lapshina

Ispiratori della società

Viviamo nell'era digitale, nell'era dove l'informazione utile ed inutile sovraccarica la mente delle persone, che dal momento del "distacco" dall'internet le stesse persone ritornano in se stessi, nella propria realtà. La stessa personale realtà che ciascuno comunica nel modo di vestirsi, di camminare, nelle parole e frasi preferite, nella scelta dell'interlocutore, nel rispetto o non rispetto di sé stessi e degli altri.

Il "Racconto personale" continua per tanti anche nella dipendenza dai complimenti degli altri nei social, oppure nella necessità di autorealizzazione, e consapevole svincolo dalla dipendenza di compiacere agli altri, come sta accadendo adesso.

È sorprendente come il coronavirus abbia accelerato la comprensione di tanti che la stessa "socializzazione", che presume la gioia ed il desiderio della condivisione del tempo con gli altri, non c'entra nulla con i social!

Proprio quelle persone che non riuscivano a far a meno di stare ore a comunicare tramite i social mi hanno raccontato della loro consapevole uscita da tutti i social, sentendosi più liberi e contenti di questa scelta.

I loro motivi della "social-uscita" sono stati diversi: alcuni hanno risposto che sono stanchi di giocare i "giochi degli altri", altri che sono "stanchi dei falsi sorrisi e delle immagini idealizzate", altri ancora che hanno semplicemente "capito la quantità del tempo perduto" nell'abitudine di sfogliare le fotografie e la lettura dei pettegolezzi sugli altri.


Prima dell'inizio del coronavirus la maggioranza, senza pensarci troppo, per abitudine seguiva l'industria della moda e del marketing, i quali ormai per decenni promuovono i loro prodotti attraverso le modelle in costante dieta, attraverso la promozione delle nuove auto, dei nuovi appartamenti in credito, oppure i semplici crediti veloci con le foto di chi vuol farci credere che ha "risolto" magicamente tutti i suoi problemi.

L' "industria delle fiabe" usa sempre le promesse delle "soluzioni facili" a problemi difficili, attraverso le fotografie, immagini che puntano sulla manipolazione del compratore, dove ci raccontano che gli adulti sono "eterni bambini", ed attraverso i "desideri" si arriva alle "decisioni" dei compratori.

Lo shock, dovuto all'isolamento a causa del tutt'ora presente coronavirus ha portato tanti al bisogno della Verità.


Io credo che esponenti dell'arte e della cultura, che promuovono l'amore per la creatività e per l'autorealizzazione, che promuovono Fiducia delle persone in sé stessi sono autentici Ispiratori della nostra società.

Non è necessario diventare fanatici delle mostre, conferenze o iniziare a riempirsi di libri, ma ravvivando l'interesse per l'arte e sviluppando il piacere della cultura personale, ciascuno riconoscerà il proprio ispiratore nel quale rivedrà la propria evoluzione, ed i propri valori.

L'autocoscienza è una libertà interiore, senza i desideri di assomigliare alle tipologie di uomo o di donna "di successo", senza compiacere ai manipolatori, o senza voler affermare che "anche io non sono di meno".

Credo che "l'arte è la fonte vitale" come ha detto il nostro amico pittore Nikita Çaikovskij, perché è capace di riunire, creare, sempre migliorare la nostra percezione della Nostra "arte di vivere".

La società siamo Noi!

In ognuno di noi è presente il potenziale dell'Umanità che è nascosta dentro ciascuno di noi in attesa di essere messa in pratica in ogni situazione della vita. E proprio questa straordinaria "personale" umanità di ciascuno di noi ci farà diventare persone davvero Sociali!

Ispirate i vostri cari partendo dal Vostro esempio di vivere la vita più gioiosa, notando le cose Belle di ogni giorno, valorizzando le qualità di chi vi è accanto.

Diventate Voi ispiratori dei Vostri cari! La realtà di ciascuno è nelle mani di chi la sta vivendo.


24/08/2020

Anna Angela Lapshina