• Marco N.G. Corneo

Il valore sociale dell'arte

Sarò sincero: l'espressione “valore sociale dell'arte” non mi piace, ha un non so ché di utilitaristico che mal si attaglia all'incanto delle Muse offerto al genere umano.

Sò così di essermi immediatamente alienato le simpatie di chi ha insistito perchè esprimessi il mio parere con questo scritto ma... tant'è.

Così come un manufatto bello e originale, magari unico, che abbia una funzione pratica, a sommesso avviso del sottoscritto, non è arte (per esempio un portacenere) bensì artigianato, così l'arte con la “A” maiuscola deve essere completamente al di fuori di ogni categoria che non sia espressione di retaggi dell'anima, emozioni, sensazioni, visoni: in disadorne parole l'io dell'artista, quell'inner reality decantata dai poeti romantici inglesi come Blake o William Wordsworth o da Leopardi con l'immortale celebrazione dell'anima nella poesia l'Infinito.

Che poi, nei vari periodi storici l'arte sia servita a veicolare messaggi, idee, concetti non v'è dubbio. Mi viene in mente Giuseppe Pelizza da Volpedo con il suo “Quarto stato” oppure le sculture di Fidia del V° sec. a.c. con i quali celebrava gli dei del l'Olimpo e promuoveva il loro culto. In questo senso gli esempi sarebbero infiniti.

Ebbene, se l'idea che viene espressa con l'opera dell'artista risiede nel suo intimo più profondo, allora la sua espressione è arte, a prescindere dalla rilevanza sociale che poi storicamente l'opera assume.

L'artista esprime ciò che in quel momento è un suo sentire. Ciò che la società mutuerà poi dalla sua opera è processo che tutto sommato non interessa all'artista: il suo “sigillo” è stato impresso e ognuno ne trarrà il beneficio/sfumatura che preferisce e ciò non intacca minimamente il moto d'animo profondo che ha generato l'opera.

Celebro l'”Arte in se” nelle sue più svariate espressioni. Certo, dovremmo intenderci cosa sia arte e cosa non lo sia. Penso che se un dipinto, una scultura, una melodia, uno scritto ed ogni altra espressione artistica susciti delle emozioni in chi fruisce dell'opera, ecco io credo che quella sia arte.

Se ascoltando Sweet Home Alabama vi pare di percorre le sconfinate praterie dell'Alabama sotto un terso cielo azzurro, oppure con Beth dei Kiss vi sembri di essere lontano eppur vicino alla vostra amata, o ancora leggendo il Kubla Khan di S.T. Coleridge sprofondiate in caverne senza tempo e in recessi non misurabili o ancora guardando un dipinto di Rosanna Romano la sensualità e la purezza dei suoi soggetti accarezzi il vostro “io” profondo penso che l'opera dell'artista abbia raggiunto il suo scopo: trasferire emozioni.

L'Arte colpisce i nostri sensi per giungere al nostro “Io” più nascosto, più segreto. Ci procura una sensazione di comunione con l'opera, ci suggerisce ricordi, emozioni, identificazioni. Il potere dell'artista è proprio questo: fare da catalizzatore attraverso la sua opera al nostro spirito perché si elevi, si impreziosisca e si perda nel nostro desiderio di infinito, sottraendoci per un momento alla realtà che ci circonda.

Provate a guardare la scultura del “Celta morente”. In un attimo si viene trasportati nella storia di quel popolo fiero, nelle sue conquiste, nel modo di combattere ed affrontare la morte, in quel selvaggio esempio di coraggio che ha terrorizzato l'impero romano. L'espressione del viso, delle membra, raccontano una storia del guerriero che ha combattuto mille battaglie e che ora sta per affrontare un mondo sconosciuto.

L'artista è riuscito scolpendo la pietra a trasmettere e cristallizzare emozioni perse nel tempo.

Ecco. Se per “valore sociale dell'arte” si intende la trasmissione/esternazione di sentimenti, angosce, paure, delusioni, gioe, dolori, passioni per far riflettere ed immedesimare il fruitore in ciò che l'opera esprime, allora l'arte ha un valore sociale.

Ma ritengo più corretto parlare di “condivisione con l'umanità” di tutti quei sentimenti che hanno suggerito, stimolato l'artista a realizzare la propria opera e per mezzo di questa, renderli espliciti agli uomini.

Marco N.G. Corneo

appassionato di storia medievale, mitologia e filosofia greca, avvocato in Milano


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