• Enzo Pirozzi

Articolo-recensione di Enzo Pirozzi

"The Element", Trova il tuo elemento, è un libro di Ken Robinson che racconta una storia sulla pittura. Si svolge in una scuola elementare, dove una maestra insegna disegno. In fondo ad un’aula c’è una bambina sola. Solitamente non presta attenzione, tranne che alle lezioni di disegno. In quell’ora questa bimba, nella sua solitudine, riesce ad aprirsi. Dopo varie lezioni la maestra di disegno, un’artista di grande sensibilità, nota questa bimba che a testa bassa, per venti minuti, assorta nei suoi pensieri, lavora ininterrottamente finché la maestra le si avvicina e le chiede "cosa stai disegnando"? La bambina risponde: “Sto disegnando Dio”. La maestra disse: “Ma nessuno può disegnare una persona se non si sa che aspetto ha, per giunta Dio è un essere perfettissimo, è troppo difficile il tuo compito!” La bambina, senza tentennamenti, disse “Lo sapranno subito.”

Questa storia è la dimostrazione che il disegno, la pittura e l'arte in genere non creano barriere, ma che al contrario l'arte può essere utilizzata come terapia per entrare in connessione con il mondo. In prima persona ho potuto sperimentare la forza dell'arte, che mi ha aiutato in un periodo difficile della vita; scriveva Albert Einstein: "L’arte è l'espressione dei sentimenti più profondi nel modo più semplice.”

Molti psicoterapeuti hanno verificato gli effetti benefici dell’arte in tutte le sue espressioni (pittura, danza, musica, scrittura, teatro, etc.) poiché libera la soggettività della persona. Così, si può ricorrere all’arte per risolvere conflitti, problemi di comunicazione, difficoltà di espressione e molti altri aspetti.

Dipingere su una tela, sulla carta o su qualsiasi superficie permetta alle persone di esprimersi, di manifestare sentimenti e pensieri quando c’è bisogno di comunicarli e non si sa come fare, ed è proprio quello che fa un magnifico artista russo: il suo nome è Nikita Čajkovskij.

Ho visto le sue opere sul sito www.unirenellarte.org, con cui collaboro sporadicamente. I suoi colori arrivano direttamente al cuore, donando all’osservatore serenità e gioia di vita. Nikita, grazie all'intuizione della madre, ha cominciato presto a sperimentare l'arte come terapia essendo lui stesso artista diversamente abile.

Guardando le sue tele ci si rende conto della forza dei suoi colori, ma soprattutto arriva all'osservatore con leggerezza e voglia di vivere.

Paradossalmente si può paragonare, come diceva Picasso, a un bimbo che colora il suo album spensierato: Nikita dipinge con il cuore, il suo è un impressionismo che rappresenta il bello che ci circonda, ma a volte la vita corre così veloce e spesso non ci si ferma più ad ammirare il cielo, o un tramonto.

L'ultimo lavoro di Nikita che ho ammirato è un tratto di Venezia molto leggera, quasi surreale, accostabile alla pittura di un Monet grande pittore che sicuramente il giovane artista ha studiato e rivisitato con gli occhi di un ragazzo di 22 anni.

Raramente faccio recensioni, anche perché non è il mio lavoro, ma questo breve scritto su Nikita mi viene spontaneo.

Sono un sostenitore dell’arte come terapia.

Sono convinto se i genitori avessero l'intuizione di far studiare i ragazzi, lasciandoli liberi di poter scegliere qualsiasi disciplina artistica o sportiva da piccoli come il bravo Nikita, avremmo certamente un mondo migliore.

Chiudo citando il grande Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo.”


25/08/2020

Enzo Pirozzi

pittore

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