Giuseppe Loiacono

Giuseppe Loiacono, nato a Drapia nel 1953, ha sviluppato una sensibilità artistica nel' 85,  dopo aver praticato yoga, una disciplina che ha cambiato il suo spirito e il suo modo di osservare il mondo.

Lui guarda una radice e vede in ogni curva, in ogni ombra e nodo del legno, un'anima che vibra, un fuoco che arde.

Estrae splendidi pezzi a mano libera, un talento innato che non deriva da nessun tipo di scuola artistica, ma che sono l'espressione della sua anima.

Già due volte medaglia d'oro nella sezione sculture.

Si diletta in questa arte con semplicità entrando in sintonia con la materia.

Ogni opera è un'emozione nuova, una creatura che stupisce chi la guarda e chi la crea.

Sono nato in un paesino calabrese. Quando avevo 7 anni andavo in campagna con mia mamma a raccogliere le olive e l'origano che rivendevo per le vie di Tropea. 

Avevamo qualche capretta e io le portavo a pascolare, e ho iniziato a costruire i flauti. 

Già allora ero diverso dagli altri bambini,  vivevo nel mio mondo,  sentivo che la spiritualità era parte di me. Sentivo che mi staccavo dal corpo e viaggiavo nell'universo, per questo avevo pochi amici ed ero solitario.

 A 11 anni ho iniziato a lavorare sotto padrone, raccoglievo le cipolle, le arance e le patate a seconda della stagione, era una vita dura, senza le gioie dell'infanzia.

Son cresciuto in fretta perché la mia famiglia aveva bisogno ed io ero il più grande di sei figli, mio padre non c'era, lavorava a Milano e poi si è ammalato.

A 17 anni sono emigrato a Torino, anche lì dormivo in un garage e cercavo di fare due lavori per aiutare la famiglia.

Tra un lavoro e l'altro ho visto un annuncio che parlava di Yoga, e da lì è iniziato il mio percorso verso la spiritualità.

Il mio animo era diverso con le persone, più gentile, più aperto e pronto nell'aiutare.

Un giorno mi capitò tra mani un pezzo di legno e con un coltellino ho iniziato a scolpirlo, ne uscì un volto con il terzo occhio, quello spirituale. Da lì, la voglia di scolpire non è mai cessata.

Sento sempre una forte energia dentro di me che deve uscire e si deve concretizzare nelle mie sculture. 

Il mio primo volto della Sindone è arrivato dopo la preghiera e l'ho realizzata partendo dalla barba, cosa strana visto che di solito nei volti si parte dagli occhi. Per me era la mano del Signore che mi guidava.

I miei lavori sono quasi tutti spirituali; la spiritualità mi carica di energia e spero attraverso loro di dare sensazioni di gioia, bellezza e armonia a chi li osserva, perché di questo c'è bisogno nel mondo:

GIOIA... BELLEZZA... ARMONIA... GENTILEZZA... e COMPASSIONE.

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