Giorgio Calza

All’inizio ero stimolato a creare, grazie alla spinta della mia mamma, ma col tempo iniziavo a crescere poco alla volta senza sapere fino a che punto potevo arrivare, e non mi accorgevo che sfruttavo delle sensazioni inaspettate, ma il tempo mi ha aiutato a migliorare visibilmente con forme e colori e ad aprire la mente e capire delle tali sensazioni che non si possono neanche immaginare, che neanche la scienza può pensare.

Sfruttando una piccola parte del cervello visivo in modo particolare e quando sei all’interno è come essere in un gioco di colori e bianco e nero tutto sfumato ma sempre in movimento con sensazione tali che hai bisogno di “mangiare sensazioni”, curiosità infinita senza un blocco, ma dopo tanti anni che cerco di creare la perfezione mi sembra di essere sempre lontano: anche quando finisco un quadro tempo due giorni e trovo sempre che potrei fare di meglio e sono sempre in evoluzione… molto più elevate in confronto allo standard dell’opera precedente...

Il tempo passa sempre troppo veloce avendo paura delle opinioni, usate male o bene, ma le opinioni rafforzano solamente ad aprire nuove idee, che neanch’io so fino in fondo cosa creo esattamente finché non lo finisco, infatti a me non piace neanche dare il nome alle opere per motivi che una persona rivede delle sensazioni proprie, ed esse devono entrare nell’anima.

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